Deiahdehl nasce nel 1985 come risultato delle idee musicali che l'artista jeronimo iniziò a sviluppare.
L'idea “Deiahdehl”, come gruppo musicale, iniziò a materializzarsi all'inizio degli anni '90 con la prima band che comprendeva il pianista e produttore Miguel Ángel Vera e il tastierista Xavi Martin. Poco dopo, anche il cofondatore e partner di Jeronimo, Misericordia Deiah, si unirà al progetto.
Nel 1993, in seguito allo scioglimento del gruppo, Jeronimo mantenne l'idea Deiahdehl e iniziò la fase di creazione compositiva di brani e frammenti musicali secondo l'ispirazione ricevuta grazie ai suoi viaggi attraverso diversi paesi in Europa, Africa, America e Asia.
Tra il 2004 e il 2016, Deiahdehl attraversa una fase importante; le composizioni si orientano verso uno stile New Age e mette molte delle sue composizioni al servizio della sfera olistica, spirituale e meditativa. In questa fase Deiahdehl comincia una serie di tour, come duo, in Italia, Spagna e Germania. con i concerti chiamati “Viaggio Interiore”, realizzati principalmente in centri riguardanti la sfera olistica e spirituale. Come risultato di questa fase, vengono pubblicati i tre album attualmente disponibili: Magical Shores (2004), Seven Stories (2013) e Landscapes of Silence (2016). Nei tre album, Jeronimo fa uso dei suoi flauti di diverse etnie, i sintetizzatori, le percussioni e le voci. Misericordia Deiah collabora anche nelle voci e nelle percussioni.
Nel 2014 Deiahdehl è stato premiato dagli Akademia Music Awards di Hollywood, con il brano “Triangulo Verde”, selezionato come miglior brano nella sezione musica strumentale.
I Deiahdehl stanno attualmente presentando il loro nuovo album, "A Bridge to Destiny", un lavoro di 10 tracce che segna una svolta nella musica del gruppo, finora caratterizzata da atmosfere più rilassanti e meditative. Il nuovo album vanta la partecipazione di musicisti di grande talento provenienti da diversi paesi, come la violinista giapponese Sayako Obori e il sassofonista italiano Luca Donini. Quest'opera musicale ha assunto un carattere più dinamico e ritmico, senza però perdere quel senso di profondità che generalmente contraddistingue le composizioni di Jeronimo.
Daltronde... "In questo album volevamo esprimere i nostri sentimenti verso quella parte del pianeta dove si commettono le più grandi ingiustizie, per cui alcune canzoni riflettono il dolore e la sofferenza delle persone coinvolte nelle guerre".
Jerónimo e Misericordia